Saturday, July 04, 2009

Il recruiting by Mr Ford

Tutti hanno vissuto da una parte del tavolo, il magico momento dei colloqui di lavoro. La piccola esperienza accumulata negli ultimi anni anche dall'altra parte del tavolo me li rende ancora più divertenti e curiosi: riconosco gli atteggiamenti, le frasi fatte, le tecniche PNL, ecc. ecc. Diciamo che il colloquio, come qualsiasi incontro, è una piccola partita a scacchi, un piccolo show, in cui ci si rincorre, ci si studia, ci si osserva...e via. Se poi non si è particolarmente interessati al profilo proposto, allora il divertissement è massimo: ci si può lanciare in giochetti con il selezionatore...priceless. Dovrebbe essere visto come una attività hobbistica: andare a rompere le scatole ai selezionatori.... turisti di vancacies! Come nel libro e poi film "Fight Club", quando invece ricercavano i corsi di cancro ai testicxx per rilassarsi, riuscire a piangere, a dormire.


Come in molte occasioni, più si vivono, più si desacralizza il momento, più lo si rende GAME psicologico.


Bene! Tutto questo per arrivare al dunque di questo post (l'ho presa un pochino larga, già!): Il recruiting by Mr Ford!

Discutendo amabilmente con amici (Super F), mi viene raccontato di un ipotetico processo di selezione imputato a Henry Ford (non siamo sicuri si trattasse al 100% di lui). Comunque, si narra che Mr Ford stesse cercando dei nuovi impiegati. L'ufficio della sua assistente era stato sommerso di lettere e CV. Erano veramente una montagna. Allora lui disse all'assistente: "li raccolga in due gruppi, e ne butti via uno!"

L'assistente era dubbiosa, colpita dal quel metodo quantomeno "grossolano". Tentò di argomentare: "Mr Ford, in questo modo rischiamo di perdere potenziali ottime candidature, solo perchè sono state raccolte nel gruppo casualmente scartato!"

Risposta di Mr Ford: "ma scusi, vorrà mica assumere persone sfortunate?"

Approccio imprenditoriale vs approccio manageriale direi! Oppure Mr Ford era di origine napoletane?!

1 commenti:

softeconomy said...

Il mio capo considera la fortuna un' elemento primario, ma ne ha una concezione originale...non la considera sinonimo di sorte o destino bensi' una "competenza inconscia".
Certo e' che se un curriculum finisce nel blocco da cestinare...quella e' proprio sfiga!